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PSICOLOGIA DELL'EMERGENZA E APPROCCIO TRAUMA INFORMED CARE: STRATEGIE DI COPING, RESILIENZA E ASCOLTO EMPATICO

di Francesca De Cagno*, Gina Gallo**, Sabrina Maio***


*psicologa dell’emergenza, counsellor professionista, formata protocollo CISM, co-direttore dipartimento di ecopsicologia centrato sulla persona dello IACP.

** psicologa, psicoterapeuta dell’Approccio Centrato sulla Persona, Docente e Co-Direttore nei corsi di specializzazione in psicoterapia dello IACP, Co-Direttore del corso Kids’ Workshop centrato sul trauma. Membro del Trauma Informed Best Practices Project.

*** psicologa, psicoterapeuta dell’Approccio Centrato sulla Persona, Docente e Co-Direttore nei corsi di specializzazione in psicoterapia dello IACP, Co-Direttore del corso Kids’ Workshop centrato sul trauma e Direttore del corso Kids’ Workshop. Membro del Trauma Informed Best Practices Project.

La psicologia dell'emergenza* si occupa della risposta psicologica degli individui agli eventi traumatici e delle strategie di intervento per mitigare l'impatto psicologico di tali eventi. Gli obiettivi principali includono la riduzione del distress immediato, la prevenzione dello sviluppo di disturbi psicologici a lungo termine e il supporto nella ripresa e nel ritorno alla normalità.

Gli Interventi Chiave che caratterizzano la psicologia dell’emergenza sono:


  1. Il Primo Soccorso Psicologico (PFA): Si concentra sull'ascolto attivo, la riduzione dello stress e il collegamento delle persone con risorse di supporto. È un intervento immediato destinato a stabilizzare e supportare le persone nel primo periodo dopo un trauma.

  2. Il Debriefing Psicologico: un metodo attualmente controverso che prevede la discussione strutturata dell'evento traumatico subito dopo che si è verificato. Alcuni studi suggeriscono che può aiutare a prevenire il PTSD, mentre altri indicano che può essere inefficace o addirittura dannoso se non gestito correttamente.


L'approccio trauma-informed care (TIC) è un trattamento per la salute Mentale che è diretto alla conoscenza approfondita degli effetti neurologici, biologici, psicologici e sociali del trauma e della violenza sul singolo con la constatazione di un'alta prevalenza di esperienze traumatiche nei pazienti in cura presso i servizi di salute mentale (Baker et al., 2016). Il TIC si basa sulla comprensione del pervasivo impatto del trauma e sull'integrazione di questa consapevolezza in tutte le pratiche e le politiche organizzative. Si tratta di un paradigma che riconosce l'effetto a lungo termine del trauma sulla salute mentale e fisica degli individui.


Gli interventi trauma informed care sono basati sulla letteratura corrente, sono centrati sulla persona dell’utente traumatizzato, sono orientati dalla ricerca scientifica e dalle prove di efficacia e riconoscono che gli interventi coercitivi producono ulteriore vittimizzazione e che pertanto devono essere evitati per non incorrere nel rischio di una ritraumatizzazione (Fallot & Harris, 2002).


In questo scenario, Le best practice identificate includono l'adozione di linee guida cliniche aggiornate, la formazione continua del personale sanitario, l'utilizzo di strumenti di valutazione standardizzati e un approccio centrato sulla persona vittima di trauma. Inoltre, la collaborazione interdisciplinare e il supporto psicologico per il personale sanitario sono essenziali per mantenere un alto livello di cura.


I Principi Fondamentali che definiscono un Approccio Informato sul Trauma sono:

  1. Sicurezza: al fine di garantire un l'ambiente fisicamente ed emotivamente sicuro per i sopravvissuti al trauma.

  2. Collaborazione e Mutualità: per lavorare insieme ai sopravvissuti in modo rispettoso e non gerarchico.

  3. Promozione della fiducia e utilizzo costante della trasparenza: consentendo di fornire informazioni chiare e comprensibili ai sopravvissuti al trauma.

  4. Promuovere azioni di Empowerment: per promuovere l'autodeterminazione e l'empowerment delle persone traumatizzate.

  5. Supporto tra pari: utilizzando il supporto tra pari come strumento di guarigione e di rinforzo.

  6. Sensibilità a tematiche culturali, interculturali e di genere: teso a riconoscere e rispettare tutte le differenze individuali nelle esperienze di trauma.


La psicologia dell'emergenza e l'approccio trauma-informed care sono aree cruciali nell'assistenza psicologica durante e dopo eventi traumatici, come disastri naturali, incidenti gravi, o situazioni di crisi. Rappresentano due aspetti complementari dell'assistenza psicologica in situazioni di crisi. Mentre la psicologia dell'emergenza fornisce interventi immediati e specifici per ridurre il distress e prevenire il PTSD, l'approccio trauma-informed care assicura che tutte le pratiche siano sensibili all'esperienza del trauma e promuovano la guarigione e il recupero a lungo termine.


L'integrazione di un approccio trauma-informed care nella psicologia dell'emergenza implica il riconoscimento che i sopravvissuti a situazioni emergenziali possono avere esperienze traumatiche pregresse che influenzano le loro reazioni agli eventi attuali. Gli interventi devono quindi essere sensibili e adattati a queste preesistenze.


In tal senso è fondamentale che in contesti emergenziali, che possono scatenare “eventi critici”, i professionisti delle relazioni di aiuto, possano intervenire fornendo supporto adeguato per aiutare le persone a gestire lo stress, sviluppare resilienza e sviluppare strategie di coping efficaci, così da scongiurare il sopraggiungere del PTSD. In questo scenario due elementi chiave lo svolgono l'ascolto attivo e la promozione della resilienza.


Strategie di Coping

Le strategie di coping sono metodi che le persone utilizzano per gestire e superare situazioni di stress o difficoltà. Quando un individuo si trova ad affrontare un evento critico, queste strategie abituali possono saltare. Per generarne di nuove o ristabilirne di più efficaci, è essenziale facilitare le persone verso un processo di autoconsapevolezza e di ascolto di sé, nel tentativo di generare e mantenere il benessere psico-fisico durante o dopo le crisi (Lazarus R. S., Folkman S., 1984). 

 Alcune delle strategie di coping più efficaci includono:

  1. Supporto Sociale: Cercare il sostegno di amici, familiari e comunità può fornire un senso di appartenenza e ridurre la percezione di isolamento.

  2. Tecniche di Rilassamento: Esercizi di respirazione, meditazione e yoga possono aiutare a ridurre i livelli di stress e ansia.

  3. Attività Fisica: L'esercizio fisico regolare è un modo efficace per alleviare lo stress e migliorare l'umore.

  4. Gestione del Tempo: Organizzare il proprio tempo e stabilire priorità può aiutare a ridurre il sovraccarico di compiti e responsabilità.

  5. Espressione delle Emozioni: Parlare dei propri sentimenti con qualcuno di fiducia o tenere un diario può essere terapeutico e aiutare a elaborare le emozioni.


Resilienza

Quanto detto sin qui, è strettamente legato allo sviluppo della resilienza, ovvero la capacità positiva che hanno le persone di gestire lo stress. Si tratta di un processo dinamico attraverso il quale gli individui mostrano un adattamento comportamentale positivo, orientato alla trasformazione, quando si trovano a dover fronteggiare un’avversità significativa o un trauma (Luthar et al., 2000). Si tratta di una competenza fondamentale e come ogni competenza può essere allenata, poiché permette alle persone di affrontare situazioni traumatiche in modo più efficace e di ridurre l'impatto negativo sul loro benessere psicologico.


Per promuovere la resilienza, è importante:

  1. Fornire Supporto Emotivo: Un ambiente di sostegno emotivo può aiutare le persone a sentirsi meno sole e più comprese.

  2. Favorire l'Autostima: Promuovere la consapevolezza delle proprie capacità e risorse può rafforzare la fiducia in sè stessi e la capacità di affrontare le sfide.

  3. Promuovere l'Autonomia: Incoraggiare le persone a prendere decisioni e a gestire le proprie azioni può aumentare il senso di controllo e competenza.


In questa cornice, l'ascolto empatico rappresenta una competenza cruciale per i professionisti della relazione d’aiuto che operano nel campo dell’emergenza. 

La capacità di prestare piena attenzione alla persona colpita da eventi traumatici, dimostrando empatia e comprensione senza giudizio. può essere particolarmente utile per:

  1. Riconoscere i Sentimenti: Riflettere e confermare i sentimenti dell'altra persona può aiutare a creare un ambiente sicuro e di fiducia.

  2. Facilitare l'Espressione Emotiva: Permettere alle persone di esprimere le proprie emozioni senza giudizio.

  3. Offrire Supporto Non Verbale: Il linguaggio del corpo, come il contatto visivo e i gesti di incoraggiamento, può rinforzare il messaggio di attenzione e comprensione.


Le strategie di coping, la promozione della resilienza e l'ascolto empatico sono strumenti essenziali per aiutare le persone a gestire lo stress. Investire in queste competenze può fare la differenza per un professionista che lavora nelle relazioni di aiuto, nel migliorare il proprio benessere psicologico (perché l’esposizione prolungata allo stress ha gli stessi effetti di un trauma) ma anche per supportare le persone durante e dopo le emergenze. Bassel van der Kolk afferma: “Il corpo conserva le tracce se la memoria del trauma è codificata nelle viscere nelle emozioni sconvolgenti e di crepacuore nei disturbi autoimmuni, nei problemi muscolo scheletrici e, se la comunicazione viscere-cervello-mente è la via maestra per la regolazione emotiva, ciò richiede un radicale mutamento nel nostro modo di concepire la terapia” (2015). 


La capacità di stare nell’elaborazione emotiva della persona, nel qui e ora, aiutarla a trovare le risposte più funzionali rendono il processo del cambiamento adattivo e non più traumatico.

In ambito evolutivo, gli interventi in emergenza per bambini e adolescenti richiedono un approccio altamente specializzato che tenga conto delle caratteristiche fisiche, emotive e psicologiche uniche di questa fascia di età (2005). Le situazioni di emergenza possono variare da incidenti traumatici a crisi mediche acute, fino a emergenze psicologiche come episodi di autolesionismo o tentativi di suicidio. La gestione tempestiva e appropriata di queste situazioni è essenziale per prevenire conseguenze a lungo termine e garantire il benessere complessivo del bambino (Cohen, J. A., Mannarino, A. P., & Deblinger, E., 2006).


E’ importante che gli interventi siano tempestivi e delicati, con un'attenzione particolare alla comunicazione empatica e al supporto emotivo e inevitabilmente, al coinvolgimento della famiglia. Le emergenze psicologiche nei bambini presentano ulteriori complessità rispetto agli adulti, poiché i sintomi possono essere meno evidenti e richiedere una valutazione più approfondita (Pfefferbaum, B., & North, C. S., 2008). 


Le migliori pratiche per la gestione dei traumi in età evolutiva includono:

  • Protocolli Standardizzati: Utilizzo di linee guida cliniche specifiche per l’età evolutiva.

  • Formazione Continua: Addestramento regolare per i professionisti delle emergenze.

  • Approccio Multidisciplinare: Coinvolgimento di vari specialisti per garantire un trattamento olistico.

  • Supporto Psicologico: Interventi immediati per affrontare i traumi psicologici, con follow-up a lungo termine.

  • Coinvolgimento Familiare: Integrazione dei genitori nel processo di cura per migliorare il supporto emotivo al bambino.


Bibliografia

  • Baker C. N., Brow S. M., Wilcox P. D., Overstreet S., Arora P. (2016). Development and psychometric evaluation of the attitudes related to trauma-informed care (ARTIC) scale. School Mental Health8(1), 61-76.

  • Cohen, J. A., Mannarino, A. P., & Deblinger, E. (2006). "Treating Trauma and Traumatic Grief in Children and Adolescents." The Guilford Press.

  • R.D. Fallot, M. Harris  (2002) The Trauma Recovery and Empowerment Model (TREM): Conceptual and practical issues in a group intervention for women - Community mental health journal – Springer.

  • Lazarus R. S., Folkman S. (1984). Stress, appraisal and coping. New York: Springer. 

  • Luthar S.S., Cicchetti D., Becker B. (2000).The Construct of Resilience: A Critical Evaluation and Guidelines for Future Work. Child Development Volume71, Issue3May/June 543-562.

  • Pfefferbaum, B., & North, C. S. (2008). "Children's reactions to disasters and the factors that influence their response." Primary Psychiatry, 15(5), 45-49.

  • Van der Kolk B. (2005). Developmental trauma disorder: Toward a rational diagnosis for children with complex trauma histories. Psychiatric Annals, 35, 5, 401-408.

  • Van der Kolk B. (2015). Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche.

  • Young, B. et al. (2002). L'Assistenza Psicologica nelle Emergenze. Centro Studi Erickson, Trento.

  • Giannantonio, M. (a cura di) (2006). Psicotraumatologia e Psicologia dell'Emergenza. Ecomind, Salerno.

  • Fenoglio, M.T. (2001). Psicologi di Frontiera: la storia e le storie della psicologia dell'emergenza in Italia. Psicologi per i Popoli, Trento.

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