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PROFESSIONE ASSESSOR



Cosa c’entra il lavoro di assessment aziendale con le tre condizioni di Roger?

C’entra moltissimo.


Quando facciamo assessment in azienda abbiamo l’obiettivo di aiutare la persona a prendere consapevolezza delle proprie motivazioni, dei propri punti di forza e delle aree di sviluppo stimolando poi la riflessione su quale possa essere un piano di azione che sente funzionale per la sua crescita.

I passaggi macro chiave per fare questo sono:


1. INDIVIDUARE CON CHIAREZZA QUALI COMPETENZE RILEVARE IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE LEGATE AL RUOLO, ALLA CULTURA AZIENDALE E AI VALORI ORGANIZZATIVI


La chiarezza delle caratterisctiche personali importanti non solo in funzione del ruolo ma anche della cultura organizzativa e dei valori, consente di individuare quelle competenze che è fondamentale rilevare. Questo passaggio è fondamentale che venga condiviso sia con la committenza che con il cliente finale (destinatari dell’assessment). Le persone, infatti, per essere coinvolte devono aver chiaro cosa stanno facendo, perchè lo stanno facendo e come lo stanno facendo. Ascolto attivo, corenza e trasparenza sono alla base di un'analisi della domanda efficace.


2. COSTRUIRE INTERVISTE EFFICACI E SCEGLIERE PROVE CHE FUNZIONINO PER MISURARE LE COMPETENZE INDIVIDUATE IN FASE DI ANALISI DELLA DOMANDA


Una volta che è chiaro ciò che


si intende rilevare, occorre avere anche strumenti precisi di rilevazione. Ricordiamoci che nel nostro mestiere, usiamo metodi di misurazione indiretta. L’intervista è uno strumento che si utilizza quasi sempre. Un’itervista fatta bene è progettata in anticipo ma anche flessibile sulla base delle informazioni emerse. Anche i test, che sono strumenti spesso visti come “classificatori” e unidirezionali, possono in realtà essere metodologie dal grande valore facilitante se utilizzati come un terreno di partenza per un confronto sulla base di cui confrontarsi insieme. Per fare questo occorre tenere conto non solo dei punteggi emersi ma anche delle risposte date ai singoli item e del comportamento di risposta.


3. SAPER DARE UNA RESTITUZIONE CHE CONSENTA AL PARTECIPANTE DI COGLIERE ASPETTI RILEVANI.

Una volta definite con chiarezza le competenze da misurare, individuate e somministrate le prove il passaggio successive è comunicare in modo chiaro, conciso e concreto quanto rilevato in modo da dare al tuo cliente strumenti per orientare la sua crescita . Evitare la “fuffa” e il linguaggio astratto è fondamentale. Occorre ribadire che il feedback è un momento di confronto e non un processo di restituzione unidirezionale.



4. DEONTOLOGIA


Avere chiara la cornice deontologica all’interno della quale ci si sta muovendo consente di stare tranquilli a e lavorare sempre nella massima serenità e trasparenza. Il codice deontologico è la nostra bussola




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