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PSICOPATOLOGIA E PSICOTERAPIA: UN PERCORSO INTERSOGGETTIVO TRA ARTE E SCIENZA



Di Giuseppe Dattola.


La realtà clinica in psicoterapia e psicopatologia deve sempre di più confrontarsi con le attuali ricerche multidisciplinari: dalle neuroscienze alla ricerca dei fattori di cambiamento, agli studi sull'attaccamento a quelli sulle teorie della mente, ai neuroni a specchio, alla psicologia delle emozioni.


Pur senza avanza dubbi sui determinanti apporti derivati dalla neurobiologia, neurofisiologia e neuropsicologia, appare sempre più lontana la “visione sana” della teoria naturalistica che per decenni a spesso ricondotto lo “psichico” a letture obiettive, determinando la reificazione della persona, risucchiandola nell’anonimato di categorie etiopatogenetiche e nosografiche, orientate alla spiegazione ed alla identificazione causale psiche-cervello. Così come incompleta – a rischio di un riduzionismo monodimensionale – apparirebbe altresì una visione collegata integralmente ad un paradigma psicodinamico o comportamentista-cognitivia o umanista, che tenda a psicologizzare tutto.


Oggi la psicopatologia e la psicoterapia sempre di più parlano di concetti quali :sistema ed intersoggettività, che sembrano costituire una trama unificante e ricca di prospettive. Un complesso sistema di relazioni tra sé e sé e tra sé ed il mondo (Edelman – Binswanger). Un’intersoggettività spiegata, come quella capacità di riflettere sui propri stati mentali e su quelli degli altri, considerati come stati esperienziali diversi da quelli propri (Gadamer). Attraverso il modello definito della "mentalizzazione" (Fonagy e Target) si sta cercando di spiegare il comportamento interpersonale, in termini di stati mentali che si sviluppano dell’intersoggettività e di come essa sia fondamentale per l’adattamento dell’individuo e di conseguenza per la sua salute psichica.


L’approccio fenomenologico comprensivo-interpretativo che si viene a sviluppare nello spazio intersoggettivo è forse, fra i tanti, l’unico in grado di salvaguardare dall’oggettivazione la singolarità del vissuto, degli infiniti vissuti della persona. In questa relazione – nonostante gli inevitabili quesiti epistemologici – si vuole evidenziare come all’interno di un approccio psicoterapico centrato sulla persona si possa determinare una lettura psicopatologica non oggettiva ma relazionale - che scaturisce dal mondo del cliente e con una ermeneutica costruita con il terapeuta – attraverso una attribuzione di senso e significato, ad esperienza talvolta apparente insensate, sia possibile facilitare processi di mentalizzazione.

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